Beni comuni. Diversità, sostenibilità, governance. Scritti di Elinor Ostrom

Beni comuni. Diversità, sostenibilità, governance. Scritti di Elinor Ostrom

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Por a cura di John Akwood. Con saggi di Giulio Sapelli e Lorenzo Coccoli, Borja Velázquez Martí

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Sinopsis

In un’economia polifonica dove convivono e operano privato, pubblico, terzo settore, cooperative e i nuovi soggetti della rete, i beni comuni sono un’opzione importante, anzi essenziale per gestire risorse strategiche per il futuro del pianeta. Il concetto di beni comuni e di comunità, discusso in questo libro, riguarda proprio il governo delle grandi risorse naturali: le foreste, gli oceani, l’acqua e il cielo; risorse che rischiano la spoliazione, se non cambia il modo in cui sono amministrate. Lo sviluppo del dibattito sui beni comuni ha un suoi punto di riferimento. È Elinor Ostrom, la prima donna ad aver ricevuto il Premio Nobel per l’economia in forza della sua “analisi della governance in economia, in particolare del bene comune”. In questo libro sono presentati, in traduzione italiana, cinque articoli della Ostrom e un’intervista della studiosa che getta luce sul suo metodo aperto e interdisciplinare, come pure sul suo percorso di donna nella comunità tutta maschile degli economisti. Nelle introduzioni Giulio Sapelli e Lorenzo Coccoli trattano la questione dei beni comuni da un punto di vista storico-politico e filosofico. Negli eXtras: ancora un contributo di Giulio Sapelli sul progetto di comunità di Adriano Olivetti e un saggio di Lorenzo Coccoli sulla critica di Rousseau al concetto di proprietà. Chiude l’articolo di Garrett Hardin del 1969 La tragedia dei beni comuni, che ha dato il via al dibattito internazionale.

Borja Velázquez Martí